Comunicazione cartacea, sfatiamo alcune leggende

L’evoluzione sta imprigionando un’opportunità?

Sappiamo bene come internet e tutti i device ad esso connessi abbiano cambiato la nostra vita. Abbiamo spesso parlato di come questo mondo possa essere utile per comunicare la nostra attività al nostro target.

La carta rimane uno strumento utile per comunicare?

Sappiamo bene come internet e tutti i device ad esso connessi abbiano cambiato la nostra vita. Abbiamo spesso parlato di come questo mondo possa essere utile per comunicare la nostra attività al nostro target.

Questo articolo non vuole essere un altro portavoce dello sviluppo e diffusione social, né raccontare di come la comunicazione cartacea sia morta, perché essa non lo è!

Certo, ha subito un duro colpo, ma sicuramente non può essere ancora sostituita, non del tutto almeno.

Vediamo alcuni luoghi comuni sulla comunicazione cartacea e approfondiamoli per capirli bene.

Il costo proibitivo

Molte volte pensiamo: i costi di stampa, impaginazione grafica e distribuzione fanno lievitare le spese alle stelle, rispetto ad una comunicazione online, dove sembra essere tutto gratuito.

Questo mito è in parte vero, ma anche online se si vuole acquisire dei contatti reali bisogna spendere, alcune volte molto.

Pensiamo a facebook, realizzare una pagina e i post è gratis, ma, a meno che tu non sia un professionista del settore, la qualità dei contenuti e la grafica della pagina non saranno di certo eccelsi. Quindi se vuoi attirare l’attenzione, almeno la creazione di contenuti bisogna pagarla. Questo, inoltre, molte volte non basta. Per riuscire a raggiungere le persone bisogna creare massicce e costanti sponsorizzazioni (quindi a pagamento).

Se confrontiamo non esiste una differenza abissale di costo tra le due tipologie, sempre nell’ottica che entrambe siano realizzate per fruttare un risultato.

La durata

Collegato al costo è il tempo di rinnovo, quindi: per quanto il mio contenuto è visibile?

Nel mondo cartaceo questo dipende molto dalla pubblicazione: se realizzo una campagna su una rivista la durata vitale della comunicazione è determinata dalla permanenza di un numero prima del sucessivo (quotidiani, settimanali, bisettimanali, mensili, stagionali). Quando parliamo di volantinaggio la durata è molto limitata (di solito, infatti, si utilizza questo metodo per eventi). Altre pubblicazioni cartacee possono essere molto più durevoli, data la natura del supporto.

La comunicazione online ha, invece, bisogno di un aggiornamento molto più costante e veloce. Per essere sempre visibili bisogna continuare a pubblicare contenuti interessanti.

Diffusione

Internet connette tutto il mondo, ogni cosa è potenzialmente visibile da tutti. Questo è vero, dovremmo però farci alcune domande:

  • Se sto cercando di attirare clienti del territorio, m’interessa comunicare con tutti i continenti?
  • Posso realmente diventare visibile a tutti? Se sì a quali costi e con quali clausole?

Allargando il bacino di utenti raggiungibili si estende anche la concorrenza, che abissa la mia visibilità. Quindi il pensiero di fare social per comunicare con tutti è penalizzante.

I social, come la comunicazione cartacea, sono sistemi che vanno utilizzati mirando a una target specifico, quindi con una diffusione dipendente dai miei obiettivi.

Tutti e due i supporti, quindi, vengono diffusi a seconda delle persone da raggiungere e, in entrambi, il costo sale a seconda della quantità delle persone.

Qualità

Essa dipende, come il resto, da caso a caso. In linea di massima la qualità di una comunicazione cartacea è più elevata, perché il tempo di vita è più dilatato e generalmente è più curata.

Questo non vuol dire che nelle pubblicazioni online non ci possono essere contenuti curati, ma se confrontiamo oggettivamente viene naturale pensare che il supporto classico sia più seguito, anche perché nel web puoi potenzialmente modificare ogni volta che lo desideri, mentre nella stampa no (questo non significa, secondo me, che il web giustifichi gli errori).

Allargando il bacino di utenti raggiungibili si estende anche la concorrenza, che abissa la mia visibilità. Quindi il pensiero di fare social per comunicare con tutti è penalizzante.

I social, come la comunicazione cartacea, sono sistemi che vanno utilizzati mirando a una target specifico, quindi con una diffusione dipendente dai miei obiettivi.

Tutti e due i supporti, quindi, vengono diffusi a seconda delle persone da raggiungere e, in entrambi, il costo sale a seconda della quantità delle persone.

Valore percepito

Il valore percepito è la qualità dell’azienda o del prodotto, percepita da un utente, attraverso la comunicazione.

Quindi più alto è questo parametro, più valore dà il cliente al nostro prodotto e/o azienda.

Anche il supporto plasma la percezione del valore, per esempio il supporto cartaceo, se realizzato bene, lo aumenta, per la sua natura generalmente più costosa.

Il supporto cartaceo da anche un senso di tangibilità maggiore rispetto al digitale, il che rende, secondo la visione del cliente, la comunicazione più reale e sicura; più vicina a lui.

In secondo luogo bisogna considerare la tipologia di oggetto cartaceo, ad esempio, ci sono tantissimi tipi di riviste, alcune maggiormente “esclusive” o “pregiate” rispetto ad altre. Quindi anche dove decidiamo di investire modifica il nostro valore percepito.

Allora è meglio il supporto cartaceo rispetto quello digitale?

Non esiste un supporto migliore, ma sono due supporti che possiedono delle risorse e qualità diverse.

Riuscire a utilizzare entrambi i supporti, ponderando gli sforzi su uno rispetto che sull’altro, aiuta a raggiungere il nostro obiettivo con più facilità, senza pensare che la carta sia morta, o che il mondo del web sia troppo grande e complesso.

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